Oggi parlando di obesità in età pediatrica affronto un tema di attuale importanza poiché sempre più diffuso non solo tra i bambini che vivono in paesi a basso e medio reddito ma anche tra quelli che popolano i paesi più sviluppati.

Obesità. Cosa dicono gli studi

I risultati di uno studio internazionale pubblicato su The Lancet attesta che negli ultimi 40 anni, nel mondo, il numero di soggetti obesi durante l’età evolutiva (tra i 5 e 19 anni) è aumentato di 10 volte e in Italia la sua percentuale è accresciuta di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975.
Attualmente nella nostra penisola siamo ad una fase di plateau ma la curva di crescita si è fermata a livelli elevati: i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e quelli obesi ammontano al 9,8% compresi i severamente obesi (2,2%).

Obesità infantile

L’ aspetto condiziona senza dubbio l’incremento dell’impatto sociale ed economico globale, in quanto l’obesità infantile è sicuramente uno dei problemi principali di salute pubblica di questo secolo. Ma l’aspetto ancor più importante è il fatto che i bambini in eccesso ponderale siano maggiormente predisposti allo sviluppo di patologie croniche (diabete, ipertensione ed altre complicanze cardiovascolari) in età sempre più precoce e sempre più velocemente.

Quali sono le principali comorbidità e processi patologici intermedi associati all’obesità nell’età infantile?

  • Problematiche di tipo relazione. L’obesità infantile può causare una riduzione dell’autostima personale e conseguentemente dei problemi psicosociali.
  • L’ambiente endocrino legato all’obesità infantile ha un’alta influenza sulla pubertà, che si rifletterà conseguentemente sulla fertilità. La grande obesità nella donna in età feconda può sia ridurre le probabilità di concepimento sia essere causa di patologie in gravidanza.
  • La stretta correlazione tra ipertensione e quantità di grasso addominale fa si che i bambini in eccesso ponderale tendano ad avere valori di pressione più alti dei loro coetanei normopeso.
  • Durante l’adolescenza si assiste ad un naturale aumento dell’insulinoresistenza (ridotta risposta dell’insulina) che potrebbe determinare uno scompenso pancreatico con conseguente sviluppo di diabete di tipo 2.
  • Dislipidemia: in età scolare l’obesità si associa più frequentemente all’aumento delle lipoproteine plasmatiche (trigliceridi e colesterolo-LDL) e riduzione del colesterolo-HDL, protettivo.
  • Complicanze ortopediche, gastrointestinali e respiratorie (apnee notturne).

 

Limitare le calorie non risolve tutto

Non possiamo più pensare di risolvere questo problema con la semplice restrizione calorica. L’argomento è estremamente più complesso e vi è la necessità di parlare di una correzione globale del nostro stile di vita e di quello portato avanti nell’età pediatrica. Non esiste più solo il concetto di quantità di nutrienti ma la questione si focalizza su di un pensiero più importante, che è quello di qualità alimentare ed un globale comportamento più salutare. La causa non risiede quindi in un errore del nostro DNA, o meglio il DNA è implicato, ma in un determinato contesto o ambiente diventiamo obesi e in un altro no.

Quali sono le prime accortezze da adottare per migliorare e preservare la propria salute?

  • Più attivi durante la giornata. Non è concepibile che bambini e ragazzi passino più tempo in “compagnia” di tv, videogiochi e telefono piuttosto che giocando con i propri coetanei, passeggiando o cucinando con i genitori, praticando attività manuali con i nonni o facendo sport.
  • Più varietà di scelte alimentari: limitando le merendine e gli snack industriali, riprendete le buone abitudini di fare la spesa, cucinare e sperimentare insieme ai vostri figli. Incuriosite i più piccoli nella scoperta di nuovi ortaggi, legumi frutti e cereali.
  • Rispettiamo il senso di sazietà: i bambini hanno il magico potere di autoregolarsi, a patto che non si ecceda con alimenti troppo ricchi di zuccheri in grado di interrompere questo meccanismo.
  • Prediligere la qualità e i prodotti più naturali.

Occupiamoci fin da subito di promuovere un migliore tenore di vita poiché esiste un’elevata probabilità che un bambino obeso diventi un adulto in eccesso ponderale con annesse una serie di patologie.

I genitori, i curanti e i responsabili delle politiche sociali devono assumere che la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’obesità infantile sono un obiettivo PRIMARIO e IMMEDIATO.